Ecco a voi le riflessioni della vostra Tenera compagna, rispetto all’incontro, ormai quotidiano, tra ragazzi italiani e ragazzi di origine straniera.
L’anno scorso ho iniziato la scuola media “Farini”con tanti nuovi compagni. Nella classe eravamo in 21 ragazzi fino a Dicembre, quando è arrivato Tulak. Lui è originario del Bangladesh, ha un anno in più di me ed è molto simpatico. Tulak sta imparando l’italiano grazie a un corso di alfabetizzazione che frequenta durante alcune ore scolastiche, e anche parlando con me e con i miei compagni. In questi anni succede molto spesso che dei ragazzi come me incontrino gente proveniente da paesi stranieri e facciano l’esperienza di diventare loro amico.
Sicuramente, questa conoscenza può causare difficoltà iniziali dovuta alla diversa lingua con cui si comunica, alla non accoglienza e a tradizioni diverse dalla propria.
Le ricchezze che ne derivano da questo incontro sono tantissime ad esempio si impara a essere più pazienti e tolleranti, quando sono in difficoltà aiutarli e essere generosi e disponibili in caso di un loro bisogno. L’esperienza di avere in classe un ragazzo straniero aiuta inoltre il nostro rapporto di amicizia di amicizia, che va al di là del colore della pelle,delle differenza di religione,di lingua e di cultura.
È perciò importante per la nostra cultura conoscere persone straniere perché grazie a loro il nostro paese cresce nella cultura,imparando a condividere valori che costituiscono la nostra società come il rispetto reciproco.
L’esperienza di avere relazioni con ragazzie non italiani fin dall’adolescenza mi sta aiutando ad aprirmi caratterialmente e anche di andare incontro all’altro e a capirlo e accettarlo.
Dalla Tenera