Continuiamo il percorso sulla conoscenza delle nostre emozioni. Ecco le riflessioni del Nuotatore.
La rabbia è un’emozione violenta. La mia furia si esprime quasi sempre con azioni e gesti: stringo i pugni e mi viene da picchiare e da dare calci a tutte le cose che trovo. I colori che darei alla rabbia sono il rosso e il bianco: il rosso perché è un colore che ricorda il sangue, quindi sinonimo di strage e dolore; il bianco perché la rabbia acceca come un faro puntato sugli occhi che non ti fa più veder nulla.Le forme che mi fanno pensare alla rabbia sono la forma di una mano chiusa a pugno oppure delle linee che formano punte tipo delle frecce. Le cose che mi fanno arrabbiare sono fortunatamente poche perché anche se sono arrabbiato, cerco sempre di sorridere e per evitare che gli altri possano vedermi scappo sempre in posti tranquilli. Le uniche cose che le persone posso dirmi in questi momenti, sono di non scappare e di confidarsi con loro per capire la motivazione di questa mia arrabbiatura. Per farmi passare l’indignazione mi isolo e mi sfogo parlando da solo. Conosco molte persone che si arrabbiano ma non le vedo quasi mai stizzite perché anche loro, come me, si nascondono dietro ad un sorriso. Mi ricordo che un giorno ero arrabbiatissimo perché i miei genitori mi avevano messo in punizione. Mi chiusi in camera e cominciai a dare i pugni sul letto e a piangere. Quando è stato il momento di uscire dalla camera la mamma mi ha consolato ed io le ho fatto un bel sorriso. Un’altra volta in pizzeria mi sono molto arrabbiato perché mia sorella mi aveva rubato il posto vicino alla mamma. In quell’occasione non sono riuscito a sorridere e mi è venuto un gran muso così ho fatto arrabbiare anche la mamma perché eravamo lì a festeggiare il compleanno del nonno ed io ero stato capriccioso.
dal Nuotatore